Le caldaie installate e manutenute correttamente godono di una vita più lunga e consumano meno. Sono questi i benefici dell’efficienza. Per ottenerli bisogna seguire alcune regole di buon senso e di pulizia. Diamo ora un’occhiata alle prescrizioni sull’installazione.
Anche la caldaia fuma: come accade per gli uomini, questa abitudine è sottoposta ad alcune regole. Le soluzioni sono tre: le esploriamo dalla più semplice, alla più critica.
Scarico diretto a tetto
La prima è lo scarico diretto a tetto. Il tubo che esce dalla caldaia è costituito da materiali in PVC, che lo difendono dalla corrosione degli acidi contenuti nei fumi. La condotta si estende in altezza, rilasciando i fumi all'esterno.
Canna fumaria
La seconda soluzione è la canna fumaria: la struttura in cui confluiscono gli scarichi di più unità abitative. È la situazione che si presenta più spesso nei condomini, dove nella canna confluiscono i fumi in uscita dalle caldaie degli appartamenti. La configurazione, per il resto, replica quella dello scarico diretto a tetto: d’altra parte, nessuno si aspetterebbe di vedere comignoli in luoghi differenti dalla sommità di spioventi e tegole.
Scarico a parete
La terza soluzione è rappresentata dallo scarico a parete: in questo caso la caldaia disperde il fumo al di là della parete cui è agganciata o comunque oltre il muro perimetrale più vicino. Attualmente, la legge autorizza questa installazione solo nei seguenti tre casi:
Oltre al fumo, bisogna tenere sotto controllo anche la via di uscita della condensa. Per lo più viene adottata la soluzione di precipitare il fluido nella fogna, attraverso una condotta resistente alla corrosione degli acidi.
Per il momento non è stata emanata una normativa sui filtri. La rete fognaria abbonda di detersivi, che hanno una struttura chimica di tipo basico e che provvedono quindi a neutralizzare l’acidità della condensa. La diffusione dei nuovi tipi di caldaie potrebbe però inclinare questo equilibrio, imponendo un intervento da parte del legislatore sul tema.